Arte

Chiharu Shiota a Torino. The Soul Trembles: tessere l’invisibile

Chiharu Shiota a Torino. The Soul Trembles: tessere l’invisibile

Intrecciare il vuoto – Corpo, memoria e frattura nelle installazioni di Chiharu Shiota Entrare in uno spazio invaso da fili rossi significa attraversare un pensiero. Non un ambiente allestito, ma una condizione mentale resa materia. Le installazioni di Chiharu Shiota non si limitano a occupare l'architettura: la riscrivono, la avvolgono, la mettono in tensione fino a trasformarla in proiezione tridimensionale dell'interiorità.L'occasione per immergersi in questa dimensione è la grande mostra The Soul Trembles, ospitata al MAO – Museo d'Arte Orientale di Torino. La retrospettiva, la prima di ampia portata in Italia dedicata all'artista giapponese, raccoglie installazioni monumentali, lavori su carta,…
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La processione dei potenti: Francesco Nex al Forte di Bard

La processione dei potenti: Francesco Nex al Forte di Bard

A prima vista sembra un fregio medievale, una di quelle cronache figurate che decorano i muri delle cattedrali per istruire chi non sa leggere. Ma bastano pochi secondi per accorgersi che qui la lezione è capovolta: non c'è nulla da venerare, tutto da smascherare.L'opera — esposta nella sala permanente del Forte di Bard dedicata a Francesco Nex — rappresenta un corteo solenne che attraversa un paesaggio invernale, spoglio, senza conforto. A sinistra, un gruppo di portatori regge sulle spalle la cupola di San Pietro come fosse un baldacchino da processione: il centro della cristianità ridotto a peso morto, struttura che…
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Il gesto e l’abito

Il gesto e l’abito

Lucio Fontana Esiste una fotografia che, più di molte opere, continua a generare attrito. Ritratto di Lucio Fontana mentre incide la tela: giacca, cravatta, postura composta. Un’immagine che, a uno sguardo distratto, potrebbe appartenere a un professionista qualsiasi del secondo Novecento. Nulla, in apparenza, rimanda alla trasgressione, allo scandalo, alla rottura.Eppure quel gesto, così sobrio nella forma e così radicale nelle conseguenze, ha inciso una delle fratture più profonde nella storia dell’arte contemporanea.Fontana non appare come l’artista ribelle secondo l’iconografia oggi dominante. Non costruisce un personaggio, non teatralizza il dissenso attraverso il corpo o l’abbigliamento. Al contrario, il suo aspetto…
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Oltre il quadro

Oltre il quadro

Questa mostra non l’ho semplicemente visitata: l’ho attraversata.Davanti a Lucio Fontana, al suo Concetto Spaziale e alle parole che ne accompagnano il gesto, ho avuto la sensazione che lo spazio avesse già smesso di appartenere al quadro. Era uscito dalla superficie, aveva invaso la stanza, le distanze, il tempo stesso dello sguardo.Il taglio, il buco, non come ferita ma come passaggio.Non distruzione, bensì apertura.Una soglia.Ho sentito allora il bisogno di fermarmi, di osservare non solo l’opera ma ciò che le stava attorno, dietro, oltre. Nel mio scatto non c’è soltanto Fontana. C’è il vuoto metallico che separa e prepara, c’è…
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Il colore come resistenza. L’espressionismo italiano all’Arca di Vercelli

Il colore come resistenza. L’espressionismo italiano all’Arca di Vercelli

Visitare la mostra Guttuso, De Pisis, Fontana. L’espressionismo italiano all’Arca, nella chiesa di San Marco a Vercelli, significa entrare in una zona di attrito: tra epoche, linguaggi, memorie. Non è un percorso rassicurante, né celebrativo. È, piuttosto, un attraversamento di fratture. La visita guidata, organizzata dagli Amici dei Musei di Vercelli e condotta con competenza e misura da Giorgia Pistan, ha avuto il merito di restituire questa tensione senza addomesticarla, lasciando spazio allo sguardo e alle domande. Il filo conduttore della mostra è dichiarato fin dal titolo di una delle sezioni più significative: Il colore come resistenza. Un’affermazione che, a…
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Quando l’arte diventa sfondo: il museo allo specchio dei social

Quando l’arte diventa sfondo: il museo allo specchio dei social

C’è qualcosa di profondamente simbolico, e insieme doloroso, in questa cornice vuota collocata davanti al Pellegrinaggio ad Oropa di Lorenzo Delleani che si trova a Palazzo Mazzetti di Asti. Un dipinto che nasce come atto di fede, come fatica condivisa, come cammino lento e collettivo verso una meta che non è solo geografica ma interiore, oggi viene trasformato in sfondo. Non più destinazione dello sguardo, ma semplice quinta scenica. Un fondale utile per esserci dentro, anche solo per il tempo di uno scatto. La cornice, che un tempo serviva a delimitare l’opera, a proteggerla, qui compie un gesto inverso: invita il visitatore…
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Paolo Conte pittore: luci e ombre della mostra di Palazzo Mazzetti

Paolo Conte pittore: luci e ombre della mostra di Palazzo Mazzetti

La visita alla mostra di Palazzo Mazzetti dedicata all'attività pittorica di Paolo Conte lascia emergere, accanto all’ammirazione di parte del pubblico, anche una linea critica più severa, maturata proprio osservando le opere riunite in un percorso così ampio. È una lettura che non parte da pregiudizi verso il “musicista che dipinge”, ma nasce dall’analisi ravvicinata di una produzione che, nella cornice museale, espone con chiarezza i suoi punti di forza e le sue fragilità. Di fronte alle opere, soprattutto quelle in cui compaiono figure deformate, cavalli filiformi, musicisti ridotti a silhouette vibranti, si avverte una tensione che rimane spesso irrisolta.…
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L’evoluzione del pregiudizio (e del mezzo)

L’evoluzione del pregiudizio (e del mezzo)

Quando nacque la fotografia, si decretò che non fosse arte: mancava la “mano”, mancava l’aura, mancava l’errore umano. Poco dopo si guardarono con sospetto i pittori che usavano fotografie al posto dei modelli dal vero: “trucco”, scorciatoia, indegnità. In camera oscura si condannarono i tagli d’inquadratura, le bruciature, i mascheramenti: alterazioni della realtà, quindi peccato. Arrivò la manipolazione digitale: livelli, maschere, clonazioni, riscritture dell’immagine. Nuovo strumento, stesso verdetto. Poi la modellazione 3D, i motori di rendering, i mondi virtuali navigabili: materia immaginaria che simula la materia; spazi che non esistono eppure si possono abitare con lo sguardo. Anche qui molti…
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Rapsodia della risaia: l’arte e la memoria dei Gazzone

Rapsodia della risaia: l’arte e la memoria dei Gazzone

Il titolo scelto per questa mostra, Rapsodia della risaia, non è soltanto un richiamo a un ciclo pittorico celebre, ma una chiave di lettura per l’intero percorso espositivo. La rapsodia, nella sua origine musicale, è composizione libera, intessuta di frammenti, canti, voci disparate che si ricompongono in un unico respiro. Così accade in queste sale: l’arte di Enzo e Luigi Gazzone si fa coro, polifonia di sguardi, in cui si intrecciano la fatica dei campi, la malinconia dei cortili vercellesi, le ombre della guerra e le visioni dei castelli lontani. Non si tratta soltanto di una raccolta di quadri, disegni…
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Plinio Nomellini alla Galleria Giannoni: luce, affetti e sogno nel Divisionismo italiano

Plinio Nomellini alla Galleria Giannoni: luce, affetti e sogno nel Divisionismo italiano

Plinio Nomellini: Il figlio - Galleria Giannoni 🌿 Luce, affetto e sogno: Plinio Nomellini alla Galleria GiannoniNelle due opere esposte alla Galleria Giannoni di Novara — Il figlio (ca. 1907) e Baci di sole (1908) — Plinio Nomellini svela il cuore della propria poetica matura: una pittura che fonde l’intimità del vissuto personale con l’armonia cosmica della natura, in una visione quasi onirica del mondo. Moglie e figlio, raffigurati in entrambi i dipinti, non sono semplici soggetti familiari, ma incarnano simbolicamente la fusione tra umano e paesaggio, tra affetto e luce, tra materia e spirito.✨ Una pittura tra Macchiaioli e…
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