Società

La macchina del tempo: mestieri, artisti e vite scomparse nella Vercelli del 1930

La macchina del tempo: mestieri, artisti e vite scomparse nella Vercelli del 1930

Per la serie “La macchina del tempo”, questa pagina della Guida di Vercelli e Provincia del 1930 è una di quelle che, se lette con attenzione, valgono più di molte fotografie d’epoca. Non mostra immagini, non seduce con vedute o monumenti, eppure restituisce un’intera città viva, stratificata, operosa. Basta fermarsi sui nomi, sulle categorie, sugli indirizzi, e Vercelli comincia a muoversi sotto gli occhi.C’è innanzitutto l’elenco dei pittori. Non un gruppo omogeneo, ma un insieme di presenze disseminate tra vie centrali e strade laterali, segno che l’arte non era confinata in pochi atelier celebrati, bensì intrecciata alla vita quotidiana. Tra…
Read More
Quando l’arte diventa sfondo: il museo allo specchio dei social

Quando l’arte diventa sfondo: il museo allo specchio dei social

C’è qualcosa di profondamente simbolico, e insieme doloroso, in questa cornice vuota collocata davanti al Pellegrinaggio ad Oropa di Lorenzo Delleani che si trova a Palazzo Mazzetti di Asti. Un dipinto che nasce come atto di fede, come fatica condivisa, come cammino lento e collettivo verso una meta che non è solo geografica ma interiore, oggi viene trasformato in sfondo. Non più destinazione dello sguardo, ma semplice quinta scenica. Un fondale utile per esserci dentro, anche solo per il tempo di uno scatto. La cornice, che un tempo serviva a delimitare l’opera, a proteggerla, qui compie un gesto inverso: invita il visitatore…
Read More
L’invenzione del supplizio: perché guardiamo ciò che condanniamo

L’invenzione del supplizio: perché guardiamo ciò che condanniamo

C’è un istante, in ogni mostra dedicata alla tortura, in cui la curiosità storica si incrina e lascia filtrare qualcosa di più profondo. Ci si accorge che i marchingegni esposti, con la loro geometria crudele, non sono soltanto testimonianze di violenze passate, ma specchi che ci interrogano. Segni di una memoria interiore e, insieme, di un immaginario ancora vivo.La cosa curiosa è che molti degli strumenti oggi considerati “medievali” non appartengono affatto al Medioevo. Sono invenzioni tarde, figlie dell’Ottocento romantico e della sua ossessione per tutto ciò che aveva un sentore di arcano. Sgabelli irti di punte, sedie inquisitorie, maschere…
Read More
L’ombra puritana sull’Europa moderna

L’ombra puritana sull’Europa moderna

Ci sono fantasmi che non muoiono mai. Cambiano abito, lingua, continente, ma continuano a sussurrare alle civiltà stanche. Il puritanesimo americano è uno di questi: figlio di predicatori e padri pellegrini, nato nelle nebbie del Nuovo Mondo con la Bibbia in una mano e la paura dell’inferno nell’altra. Da secoli viaggia oltre l’oceano come un vento disciplinato, invisibile e tenace, insinuandosi tra le pieghe dell’anima europea. Non porta più croci né sermoni, ma codici morali, policy digitali, rating cinematografici. E con la sua aria di modernità educata, ci insegna a vergognarci del corpo, a filtrare il desiderio, a chiamare libertà…
Read More
Luigi De Fabianis, il fotografo cancellato due volte

Luigi De Fabianis, il fotografo cancellato due volte

A Vercelli, quella primavera che avrebbe dovuto inaugurare il dopoguerra, un uomo cadde contro un muro. Si chiamava Luigi “Gigi” De Fabianis, nato a Villarboit nel 1892, fotografo di professione e, per almeno trent’anni, occhio della città. Aveva fissato su vetri e carte la vita vercellese: il calcio della Pro, le inaugurazioni, i cantieri del Novecento, i volti di chi passava e restava. Un cronista con l’obiettivo, non un tribuno. Il 28 maggio 1945, secondo gli atti, un tribunale partigiano lo processò al mattino e lo fece fucilare nel pomeriggio nel cortile del carcere cittadino. Così finì un uomo. Poco…
Read More
L’evoluzione del pregiudizio (e del mezzo)

L’evoluzione del pregiudizio (e del mezzo)

Quando nacque la fotografia, si decretò che non fosse arte: mancava la “mano”, mancava l’aura, mancava l’errore umano. Poco dopo si guardarono con sospetto i pittori che usavano fotografie al posto dei modelli dal vero: “trucco”, scorciatoia, indegnità. In camera oscura si condannarono i tagli d’inquadratura, le bruciature, i mascheramenti: alterazioni della realtà, quindi peccato. Arrivò la manipolazione digitale: livelli, maschere, clonazioni, riscritture dell’immagine. Nuovo strumento, stesso verdetto. Poi la modellazione 3D, i motori di rendering, i mondi virtuali navigabili: materia immaginaria che simula la materia; spazi che non esistono eppure si possono abitare con lo sguardo. Anche qui molti…
Read More
L’illuminismo mancato: quando la separazione fra fede e potere non arrivò nel mondo islamico

L’illuminismo mancato: quando la separazione fra fede e potere non arrivò nel mondo islamico

In Europa, fra il XVII e il XVIII secolo, un vento nuovo aveva spazzato le vecchie certezze. Filosofi, scienziati, giuristi misero in discussione il diritto divino dei re, la pretesa della Chiesa di parlare a nome dello Stato, il dogma come fondamento della legge. Fu l’Illuminismo: un cantiere di idee che separò il trono dall’altare, aprì spazi di libertà e laicità, affidò alla ragione e alla scienza il compito di regolare la vita pubblica.Nel mondo islamico, un simile terremoto non avvenne. La religione continuò a intrecciare il proprio destino con quello della politica. L’ideale del dīn – che in arabo…
Read More
La protesta che divora se stessa

La protesta che divora se stessa

C’era un’epoca in cui le marce per la difesa dell’ambiente avevano il passo grave di chi sente sulle spalle la responsabilità del futuro. Oggi, sempre più spesso, l’indignazione si traveste da performance. Gettare vernice lavabile su un quadro, incatenarsi davanti a un museo, rovesciare latte sul pavimento di un supermercato: gesti che cercano la telecamera più della coscienza, il clic virale più della riflessione.La causa resta vitale – il pianeta si surriscalda, le risorse si assottigliano – ma la forma tradisce il messaggio. Ogni azione sembra calibrata per l’algoritmo: cinque secondi per scioccare, trenta per diventare trending topic. L’eco digitale…
Read More
Il silenzio dopo il tuono

Il silenzio dopo il tuono

C’è stato un tempo in cui le parole dei papi scendevano come saette. Le encicliche erano spade, le scomuniche terremoti capaci di scuotere troni e imperi. Bastava un paragrafo latino per mutare la geografia del potere. Oggi di quella voce resta un’eco distante: un sussurro accomodante, pronto a piegarsi alle mode, a rincorrere il linguaggio delle piazze e dei social.Il cammino che separa Gregorio VII da Francesco non è solo una cronologia: è un cambio di atmosfera. Da un linguaggio che proclamava certezze assolute a un lessico che esita, che cerca il consenso. Non più la folla che si innalza…
Read More
Quando due più due non fa più quattro

Quando due più due non fa più quattro

La verità non muore mai di colpo: viene confusa, deformata, svuotata di senso. La ripetizione di una menzogna basta a trasformarla in realtà condivisa.“Due più due fa quattro.”Una certezza che impariamo da bambini, tanto ovvia da sembrare eterna. Ma basta guardarsi attorno per accorgersi che anche questa evidenza può essere incrinata. Non è la matematica a vacillare, ma la nostra fiducia collettiva nel reale.Hannah Arendt avvertiva che la condizione ideale per il governo della massa non è la mancanza di verità, bensì circostanze in cui le persone non sanno più distinguere tra vero e falso. Non si elimina la realtà,…
Read More
errore: Content is protected !!