Luigi De Fabianis, il fotografo cancellato due volte
A Vercelli, quella primavera che avrebbe dovuto inaugurare il dopoguerra, un uomo cadde contro un muro. Si chiamava Luigi “Gigi” De Fabianis, nato a Villarboit nel 1892, fotografo di professione e, per almeno trent’anni, occhio della città. Aveva fissato su vetri e carte la vita vercellese: il calcio della Pro, le inaugurazioni, i cantieri del Novecento, i volti di chi passava e restava. Un cronista con l’obiettivo, non un tribuno. Il 28 maggio 1945, secondo gli atti, un tribunale partigiano lo processò al mattino e lo fece fucilare nel pomeriggio nel cortile del carcere cittadino. Così finì un uomo. Poco…
