C’è una strana inclinazione che mi accompagna da sempre, una disposizione che mi porta a cercare, in ogni piega del mondo, un simbolo. Non per capriccio, ma per natura. Come se tutto – una crepa nel muro, un filo d’erba che cresce tra i sassi o anche un silenzio improvviso – fosse un messaggio nascosto, un enigma da decifrare.
Qualche giorno fa, lungo il sentiero che conduce al Santuario di San Romedio, mi sono trovato davanti a un albero cresciuto in mezzo al cammino. Letteralmente nel mezzo. Un tronco diritto, solido, piantato nel cuore stesso del passaggio, come se la foresta avesse voluto marcare un confine invisibile, mettere una sentinella tra il prima e il dopo.
Non l’ho scansato. L’ho osservato.
E in quell’istante ho capito: non era un ostacolo, ma un invito.
Un invito a rallentare, a chiedersi se il vero senso del cammino sia davvero il passare, o piuttosto il fermarsi.
Forse la vera ascesi non è nella meta, ma nell’atto stesso del camminare consapevoli. In quel tronco c’era una domanda silenziosa, come scritta dalla mano invisibile del bosco: sei disposto a non guardare solo dove metti i piedi, ma anche dove metti il cuore?
Quella parte del percorso, che più sopra si stringeva nella roccia scavata a mano, nel ventre di pietra, qui si era aperta al sottobosco, dove la luce filtra solo se il vento scosta i rami per concederle spazio. È il luogo in cui il sacro smette di essere scolpito e comincia a essere sussurrato.
E allora sì, io credo che ci siano alberi-messaggeri. Alberi che non devi superare, ma comprendere. Che non si aggirano, si ascoltano.
In quell’albero c’era la memoria della terra, e forse anche un messaggio che veniva da più in alto, da dove non pensiamo mai di guardare… e dentro di me si è sollevato un sussurro: guardare oltre non significa ignorare ciò che si frappone, ma entrare in dialogo con esso.
E così, passo dopo passo, il sentiero ha ripreso il suo racconto:
Ogni cammino ha il suo albero. Quando lo incontri, non passare oltre. Fermati.
Forse è lì per svelarti ciò che ancora non sapevi di cercare.
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