Una trilogia tra la Britannia e l’Antica Roma del I secolo d.C.
Ci sono conquiste che la storia ricorda attraverso i nomi degli imperatori, dei generali e delle legioni. E poi ci sono coloro che quella stessa storia l’hanno attraversata senza lasciare il proprio nome su una lapide, una moneta o una pagina degli annali.
Il Marchio della Libertà nasce dal desiderio di raccontare l’Antica Roma anche attraverso i loro occhi.
La vicenda prende avvio ai confini dell’Impero, nella Britannia ancora attraversata dalla resistenza delle popolazioni celtiche, per raggiungere Roma, dove il destino dei vinti si intreccia con quello di schiavi e uomini liberi, mercanti e patrizi, soldati, medici e uomini per i quali il potere assume forme molto diverse.
Al centro della storia c’è una famiglia.
E una domanda che attraversa l’intera trilogia: che cosa rimane della libertà quando qualcuno può possedere il tuo corpo, decidere il tuo nome e stabilire il tuo destino?
Una famiglia travolta dalla conquista
Prima di Roma ci sono una casa, una fucina, una famiglia e una terra.
Eoghan O’Sullivan è un fabbro. Aisling è sua moglie. Saoirse, Ciarán e Sean sono i loro figli. La loro esistenza appartiene a un mondo nel quale il lavoro, la memoria del clan, i riti e i legami familiari definiscono ancora ciò che un uomo o una donna sono.
Poi arrivano i Romani.
La guerra distrugge il villaggio e spezza la famiglia. Eoghan cade durante la resistenza contro i Romani, mentre Aisling e i figli vengono catturati e trascinati lontano dalla Britannia. Per loro non resta che la certezza della perdita, insieme al ricordo di una vita cancellata nel giro di poche ore.
Il viaggio verso Roma non rappresenta soltanto il passaggio da una terra all’altra. Segna una trasformazione assai più radicale: da persone libere a merce.
Corpi da valutare. Forza da utilizzare. Età, salute, bellezza e capacità diventano elementi di un prezzo.
Alla fine del viaggio li attende Roma.
Roma vista dagli occhi dei vinti
La Roma di Il Marchio della Libertà non è soltanto quella dei templi, delle ville, dei conviti e delle grandi famiglie.
Dietro la magnificenza esiste un’altra città.
È la Roma delle botteghe e dei mercati, delle cucine, dei cubicoli, delle domus e dei lupanari. Una città abitata da patrizi e plebei, liberti e schiavi, mercanti, artigiani, soldati e servitori. Esistenze separate da confini sociali che possono essere più difficili da attraversare delle mura di una fortezza.
È qui che i membri della famiglia O’Sullivan sono costretti a confrontarsi con una realtà che non conoscono e con regole imposte da altri.
Separati, privati della libertà e trascinati dentro una società fondata su gerarchie rigide, devono imparare a sopravvivere senza smarrire del tutto ciò che erano.
Roma li cambia. Li mette alla prova. Li costringe a trovare, ciascuno a modo proprio, uno spazio dentro un mondo che non hanno scelto.
E mentre cercano di adattarsi, il legame che li unisce resta l’unica cosa che nessuno può comprare né vendere.
Attorno a loro si muovono uomini e donne appartenenti a ogni livello della società romana. Alcuni esercitano il potere, altri lo subiscono.
Qualcuno tenta di servirsene. Altri imparano semplicemente a sopravvivere alla sua ombra.
Libertà, potere, identità
La schiavitù costituisce uno degli assi della trilogia, ma Il Marchio della Libertà non racconta soltanto la contrapposizione tra schiavi e uomini liberi.
Il confine è più ambiguo.
Un uomo può essere giuridicamente libero e vivere prigioniero del proprio rango, delle convenzioni o delle conseguenze delle proprie scelte. Uno schiavo può non possedere nulla e tuttavia difendere una parte di sé che nessun padrone riesce a raggiungere.
Anche Roma vive di contraddizioni.
La legge convive con l’arbitrio. Il lusso con la miseria. La raffinatezza con la brutalità. E a poca distanza dai luoghi del sapere un essere umano può essere comprato e venduto.
I protagonisti crescono dentro questa realtà e ne vengono trasformati.
Perché sopravvivere significa imparare. Ma imparare significa anche cambiare.
Volume I
Catene invisibili — Oltre le catene
Disponibile
La Britannia è una terra conquistata, ma non ancora domata.
Quando la violenza romana raggiunge il villaggio in cui vivono Eoghan, Aisling e i loro figli, ogni certezza viene spezzata. La guerra cancella in poche ore la casa, la comunità e il mondo che conoscevano.
Per Aisling e i figli comincia un viaggio imposto, lontano dalla propria terra e verso una realtà nella quale il valore di un essere umano può essere misurato, contrattato e venduto.
Roma li attende alla fine di quel cammino.
Una città immensa, estranea, governata da gerarchie rigide e da regole che dovranno imparare in fretta. Separati da ciò che erano e costretti ad affrontare un destino deciso da altri, i membri della famiglia O’Sullivan cercano di conservare ciò che nessuna conquista dovrebbe poter cancellare: la memoria, i legami e il senso della propria identità.
Catene invisibili — Oltre le catene racconta l’inizio di questa frattura e il primo incontro con il mondo romano, osservato non dal punto di vista dei vincitori, ma da quello di chi vi entra senza averlo scelto.
Volume II
Ombra e Sangue — Oltre il Silenzio
In uscita a settembre 2026
Roma non ha restituito la libertà ai protagonisti. Ha insegnato loro quanto possa essere difficile riconoscerla.
Il tempo trascorso ha cambiato molte cose. La città che un tempo appariva estranea e incomprensibile ha cominciato a mostrare le proprie regole, i propri inganni e le sottili gerarchie che governano la vita di chi vi abita.
Ma conoscere Roma non significa essere al sicuro.
Nuovi equilibri si formano mentre altri iniziano a incrinarsi. Legami, ambizioni e interessi si intrecciano, e ciò che sembrava confinato alla vita privata rischia di attirare attenzioni molto più pericolose.
Saoirse, Ciarán e Sean sono cambiati. Ognuno ha imparato a sopravvivere in modo diverso, portando con sé ciò che Roma non è riuscita a cancellare.
E mentre il passato continua a lasciare tracce nel presente, la distanza tra la Britannia e Roma sembra farsi meno grande.
Ombra e Sangue — Oltre il Silenzio prosegue la storia della famiglia O’Sullivan in una Roma dove il potere raramente mostra il proprio volto e dove anche il silenzio può avere conseguenze.
IN USCITA — SETTEMBRE 2026
Volume III
La conclusione della trilogia
In preparazione
La storia di Il Marchio della Libertà è concepita come una trilogia.
Il terzo volume porterà a compimento i percorsi iniziati in Britannia e trasformati dall’incontro con Roma.
Una storia corale
Il Marchio della Libertà non appartiene a un unico protagonista.
Al centro della trilogia ci sono Saoirse, Ciarán e Sean, tre fratelli uniti dalla stessa perdita e destinati a reagire in modo diverso al mondo che li ha travolti.
Ognuno affronta la schiavitù, la paura e l’adattamento secondo il proprio carattere, cercando un modo per resistere senza perdere del tutto ciò che era.
Accanto a loro, Aisling resta il punto di riferimento della memoria familiare, mentre Eoghan appartiene al mondo che la conquista ha spezzato: la casa, la terra, il lavoro, le radici.
Ma la trilogia non racconta soltanto i vinti.
Anche i Romani che entrano nelle loro vite sono costretti a misurarsi con ciò che accade. Gnaeus Lepidus, Lucius Aurelius Sabinus, Marcus Julius Valerianus, Gaius Fabius Livius e le altre figure della vicenda occupano posizioni diverse all’interno della società romana e reagiscono in modi altrettanto differenti davanti al potere, alla responsabilità e alle conseguenze delle proprie scelte.
È dall’incontro fra queste prospettive che nasce la dimensione corale del romanzo: nessun personaggio osserva Roma dallo stesso punto, e nessuno attraversa la storia senza esserne trasformato.
Dalla Britannia a Roma
Britannia e Roma rappresentano i due poli attorno ai quali si sviluppa Il Marchio della Libertà.
Da una parte c’è la terra d’origine: la famiglia, la memoria, un mondo che la conquista ha spezzato. Dall’altra Roma, immensa e contraddittoria, capace di imporre le proprie leggi non soltanto sui territori conquistati, ma sulle vite di coloro che vi vengono trascinati.
Tra questi due mondi si apre la distanza che i protagonisti sono costretti ad attraversare.
Non è soltanto una distanza geografica. È il confine tra libertà e schiavitù, appartenenza e sradicamento, memoria e trasformazione.
Britannia e Roma diventano così qualcosa di più di due ambientazioni: rappresentano due forze opposte, destinate a confrontarsi lungo l’intera trilogia.
Tra ricostruzione storica e finzione
Il Marchio della Libertà è un’opera narrativa, non un manuale di storia.
La finzione si muove tuttavia all’interno di una ricostruzione che cerca di restituire la dimensione quotidiana del mondo romano: gli spazi domestici, il servizio degli schiavi, i rapporti sociali, il mercato, la medicina, l’esercito, i conviti e i meccanismi attraverso i quali il potere entrava nella vita delle persone.
L’obiettivo non è mostrare l’Antica Roma come una successione di monumenti.
È provare ad abitarla.
Entrare in una cucina anziché osservare soltanto il Foro. Attraversare le stanze di una domus. Conoscere il valore di una moneta, la funzione di un gesto, la distanza che separa un padrone da uno schiavo.
La grande storia rimane sullo sfondo.
In primo piano ci sono le vite che quella storia spesso lascia ai margini.
Perché “Il Marchio della Libertà”
Il titolo nasce da una contraddizione.
Un marchio identifica ciò che appartiene a qualcuno.
La libertà dovrebbe essere esattamente il contrario.
Tra questi due estremi si muovono i personaggi della trilogia. Alcuni cercano di riconquistare ciò che hanno perduto. Altri scoprono di non avere mai posseduto la libertà che credevano di avere.
Qualcuno combatte. Qualcuno impara ad aspettare. Altri scoprono che persino un gesto, una scelta o un silenzio possono diventare forme di resistenza.
Perché essere liberi, nel mondo di Il Marchio della Libertà, non significa soltanto non portare catene.
Significa riuscire a decidere chi diventare.
Nota dell’autore
Raccontare Roma dagli uomini, non dai monumenti
Quando ho iniziato a immaginare Il Marchio della Libertà, non volevo raccontare soltanto Roma. Volevo provare a guardarla da una posizione meno consueta: quella di chi vi arrivava senza averlo scelto.
La storia ci ha lasciato imperatori, generali, senatori, battaglie e monumenti. Molto meno conosciamo delle paure quotidiane, delle amicizie, delle speranze e dei compromessi di coloro che vivevano ai margini delle cronache.
Da qui sono nati Saoirse, Ciarán e Sean.
Attraverso di loro ho cercato una Roma fatta non soltanto di marmo, ma di legno, fumo, vino, ferro, sangue, erbe medicinali, cucine affollate e stanze nelle quali il destino di qualcuno poteva cambiare per una decisione presa da un altro.
La Britannia e Roma sono i due estremi geografici della trilogia. Tra loro esiste però una distanza più profonda: quella tra chi conquista e chi viene conquistato, tra chi possiede e chi è posseduto.
È dentro quella distanza che nasce Il Marchio della Libertà.
Marco Mattiuzzi
Il Marchio della Libertà
Autore: Marco Mattiuzzi
Genere: Narrativa storica
Formato: Cartaceo
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