La Venezia dei fili sospesi

Nel sestiere più appartato affiora una trama di panni, cavi e gesti quotidiani che racconta il volto più umano e comunitario della città

A Venezia si pensa subito all’acqua, alla pietra, ai riflessi, ai palazzi che la storia ha consegnato alla memoria. Eppure, nel sestiere di Castello, ci sono dettagli più umili che raccontano forse qualcosa di ancora più vero.

Mi hanno colpito quei panni stesi da una casa all’altra. Nell’immaginario comune sono immagini che rimandano subito a Napoli, a vicoli stretti e a vite affacciate le une sulle altre. E invece eccoli anche qui, sospesi sopra calli silenziose, tra facciate vissute, intonaci consumati, mattoni scoperti. Ma più ancora dei panni, a colpirmi è stata la trama dei fili: una fitta rete che attraversa l’aria, si tende da finestra a finestra, da muro a muro, senza risparmiare neppure la parete severa di una chiesa.

A guardarli bene, quei fili sembrano il disegno invisibile di una comunità. Non la Venezia da cartolina, non quella percorsa dai turisti frettolosi, non quella dei palazzi sontuosi e dei nomi rimasti nei libri. Questa è una Venezia più appartata, più popolare, più vera. Una Venezia che parla di vicinanza, di abitudini condivise, di quotidianità intrecciate.

Perché per tendere un filo tra due case non basta lo spazio. Serve fiducia. Serve accordo. Serve la certezza che, da una parte e dall’altra, esista ancora un senso del vivere insieme. E allora quella ragnatela che taglia il cielo non appare più come un disordine, ma come il segno concreto di un legame. Quasi un linguaggio domestico, semplice e antico, che continua a dire senza clamore che qui le vite non sono isolate, ma si sfiorano, si riconoscono, si sostengono.

Forse è proprio questo che ho visto, a Castello: non soltanto dei fili e dei panni stesi, ma il disegno di una concordia silenziosa. Un intreccio umano prima ancora che urbano.

Marco Mattiuzzi 2026

By Marco Mattiuzzi

Artista poliedrico, ex docente e divulgatore, ha dedicato anni all'arte e alla comunicazione. Ha insegnato chitarra classica, esposto foto e scritto su riviste. Nel settore librario, ha promosso fotografia e arte tramite la HF Distribuzione, azienda specializzata nella vendita per corrispondenza. Attualmente è titolare della CYBERSPAZIO WEB & STREAMING HOSTING. Nel 2018 ha creato il gruppo Facebook "Pillole d'Arte" con oltre 65.000 iscritti e gestisce CYBERSPAZIO WEB RADIO dedicata alla musica classica. Collabora con diverse organizzazioni culturali a Vercelli, tra cui Amici dei Musei e Artes Liberales.
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