Le mappe del futuro: Vercelli e il territorio nel 1930

Cartine, canali e strade nella Guida della Provincia di Vercelli: quando il paesaggio iniziava a cambiare

Certe volte la storia non si cerca: si lascia trovare.
Questa Guida Generale della Provincia di Vercelli – edizione 1930 non proviene da un archivio istituzionale né da una biblioteca specializzata, ma da un luogo molto più popolare e imprevedibile: una mia incursione al mercatino L’Barlafus, tra le bancarelle e gli oggetti che sembrano aver perso la loro funzione ma non la memoria. Un acquisto quasi casuale, che si è rivelato una vera e propria macchina del tempo.

Tra le sue pagine, oltre agli elenchi, alle pubblicità e alle descrizioni, compaiono numerose cartine. Ed è proprio su alcune di queste che vale la pena soffermarsi. Non si limitano a descrivere un territorio: lo raccontano mentre sta cambiando, spesso senza che i contemporanei se ne rendano conto. Guardandole oggi, è come se la macchina del tempo facesse un’incursione silenziosa nel paesaggio.

A prima vista mostrano fiumi, canali, strade, centri abitati. Ma basta soffermarsi un poco perché emerga un mondo complesso, organizzato, già profondamente modellato dall’intervento umano. Le reti di irrigazione – Canale Cavour, Sesia, Dora Baltea – disegnano una geografia agricola che è anche una geografia sociale, frutto di secoli di lavoro, consorzi, equilibri delicati tra acqua e terra. Le mappe dell’Associazione d’Irrigazione dell’Agro all’Ovest del Sesia restituiscono l’idea di un territorio “pensato”, amministrato, governato con precisione quasi chirurgica.

Poi c’è un dettaglio che colpisce più di altri. In una di queste cartine compare tracciata l’autostrada Torino–Milano. Confesso che, inizialmente, mi ha spiazzato: nell’immaginario comune le autostrade appartengono al secondo dopoguerra, al boom economico, alla ricostruzione. Invece no. Una breve ricerca conferma che quella arteria era stata avviata nel 1929 e inaugurata nel 1932. La modernità, ancora una volta, era già in cammino mentre noi la collochiamo altrove.

Queste mappe raccontano una provincia che non è affatto immobile o arretrata. Al contrario, mostrano un territorio che si prepara al futuro: infrastrutture, collegamenti, razionalizzazione degli spazi. Vercelli non è soltanto il centro di un mondo agricolo, ma un nodo di relazioni più ampie, già proiettato verso Milano, Torino, il resto del Paese.

C’è anche qualcosa di profondamente evocativo in questi fogli ripiegati, leggermente ingialliti, segnati dall’uso. Sono immagini che non mostrano solo dove si andava, ma come si pensava il movimento, il progresso, la distanza. Ogni linea tracciata è una promessa: di velocità, di scambio, di cambiamento. Alcune di quelle promesse si sono compiute, altre hanno avuto esiti inattesi.

Forse è proprio questo il fascino più forte di queste cartine. Guardandole oggi, sappiamo ciò che chi le consultava nel 1930 non poteva sapere: guerre, fratture, trasformazioni radicali del paesaggio e della società. Eppure, in quei segni ordinati, si percepisce un’idea di futuro limpida, quasi fiduciosa.

È anche per questo che queste pagine funzionano come una vera macchina del tempo. Non perché ci riportano indietro, ma perché ci permettono di osservare il passato mentre guarda avanti. E ci ricordano che il presente, un giorno, apparirà allo stesso modo: una mappa incompleta, piena di linee che qualcuno, tra molti anni, proverà a interpretare.

Marco Mattiuzzi
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By Marco Mattiuzzi

Artista poliedrico, ex docente e divulgatore, ha dedicato anni all'arte e alla comunicazione. Ha insegnato chitarra classica, esposto foto e scritto su riviste. Nel settore librario, ha promosso fotografia e arte tramite la HF Distribuzione, azienda specializzata nella vendita per corrispondenza. Attualmente è titolare della CYBERSPAZIO WEB & STREAMING HOSTING. Nel 2018 ha creato il gruppo Facebook "Pillole d'Arte" con oltre 65.000 iscritti e gestisce CYBERSPAZIO WEB RADIO dedicata alla musica classica. Collabora con diverse organizzazioni culturali a Vercelli, tra cui Amici dei Musei e Artes Liberales.
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