I Putti Nudi dell’Arte: una Prospettiva Piccante sul Divino

Se avete mai visitato una galleria d’arte o un museo, avrete sicuramente notato una strana tendenza: i putti, quelle adorabili e paffute creature angeliche, sono costantemente nudi. Non importa il contesto, il clima o l’occasione, questi angioletti sembrano avere una vera avversione per i vestiti. Ma perché? Perché l’arte raffigura costantemente i putti come nudisti convinti?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo fare un tuffo nell’iconografia e nella simbologia dell’arte rinascimentale e barocca. I putti, derivati dai “cupidi” dell’antica Roma, sono diventati un elemento fondamentale nell’arte cristiana. Rappresentano l’innocenza, la purezza e, in un certo senso, il paradiso stesso – un luogo dove i concetti umani di modestia e vergogna non hanno luogo. Quindi, il loro nudismo non è tanto una scelta di stile, quanto una rappresentazione visiva della loro natura divina e incorrotta.

Ma c’è di più. I putti nudi sono anche incredibilmente utili dal punto di vista artistico. Sono una scusa perfetta per mostrare la competenza dell’artista nel rappresentare la forma umana. Inoltre, la loro nudità permette all’artista di giocare con la luce e l’ombra, creando effetti visivi che catturano l’attenzione dell’osservatore.

Tuttavia, dal nostro punto di vista moderno, non si può fare a meno di chiedersi se i putti non avrebbero potuto beneficiare di un po’ di vestiario. Immaginate di essere un putto in un dipinto di Paolo Veronese, sospeso in aria nel bel mezzo di una scena invernale, o di trovarsi tra i putti di Caravaggio, impegnati in uno scontro celestiale. Non sarebbe stato più pratico indossare almeno un paio di mutande?

Ma a quanto pare, per i putti, la moda è secondaria alla funzione. Che si tratti di suonare un liuto, di sparare frecce d’amore, o semplicemente di volteggiare in cielo, questi angioletti sembrano essere completamente a proprio agio nella loro nudità. E forse c’è una lezione da imparare qui. In un mondo ossessionato dall’immagine e dalla moda, i putti ci ricordano che a volte è bello semplicemente “essere”, senza preoccuparsi di cosa indossare. O forse stanno solo cercando di risparmiare sulla bolletta del bucato. Chi può dirlo?

© Marco Mattiuzzi

By Marco Mattiuzzi

Artista poliedrico, ex docente e divulgatore, ha dedicato anni all'arte e alla comunicazione. Ha insegnato chitarra classica, esposto foto e scritto su riviste. Nel settore librario, ha promosso fotografia e arte tramite la HF Distribuzione, azienda specializzata nella vendita per corrispondenza. Attualmente è titolare della CYBERSPAZIO WEB & STREAMING HOSTING. Nel 2018 ha creato il gruppo Facebook "Pillole d'Arte" con oltre 65.000 iscritti e gestisce CYBERSPAZIO WEB RADIO dedicata alla musica classica. Collabora con diverse organizzazioni culturali a Vercelli, tra cui Amici dei Musei e Artes Liberales.
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