La Lectio di Cicerone: Vincenzo Foppa e la Contemplazione della Storia

Un giovane immerso nella lettura di Cicerone: Vincenzo Foppa e l'eco della rinascita

L’articolo esplora l’affresco di Vincenzo Foppa, un capolavoro del 1464 commissionato per il Banco Mediceo di Milano e ora custodito nella Wallace Collection a Londra. Questa opera d’arte diventa un fulcro intorno a cui discutere il potere formativo della storia e il contesto culturale nel quale è stata creata.

Nel pieno del Rinascimento, c’era un’attrazione crescente per il patrimonio classico, che spaziava dalle belle arti alla filosofia. A differenza della mera interpretazione allegorica, la riscoperta dei testi classici era intesa come un veicolo per comprendere la civiltà antica e contribuire così al rinnovamento culturale post-medievale, un concetto che certamente potrebbe essere oggetto di ulteriore dibattito.

Nell’affresco, un giovane dall’abbigliamento evidentemente prospero è profondamente coinvolto nella lettura. L’ambientazione, benché semplice, è impreziosita da dettagli architettonici e da una veduta sul giardino, creando un eloquente dialogo tra l’ingegnosità umana e la maestosità naturale. Durante quel periodo, l’architettura era considerata un mezzo per esprimere ideali di perfezione, incarnati nel concetto della Sezione Aurea, che simboleggiava l’interconnessione tra l’uomo, la natura e l’universo, e per estensione, tra il divino e l’umano.

Una didascalia latina sulla panca dietro il ragazzo ci svela che il libro in questione è un’opera di Marco Tullio Cicerone, o forse addirittura suggerisce che il giovane stesso potrebbe essere Cicerone, sebbene sia vestito in maniera coerente con l’epoca dell’artista. Ecco che emerge una connessione tra la saggezza eterna dei classici e la realtà contemporanea, creando una risonanza temporale in tutto il dipinto. La fonte di luce diffusa e l’assenza di punti di fuga contribuiscono a questa sensazione di atemporalità.

Ma che cosa sta leggendo il giovane di Cicerone? Non possiamo affermarlo con certezza, ma è intrigante ipotizzare che il giovane stia leggendo ‘De Oratore’, e in particolare del concetto che la storia è la “maestra di vita”, come eloquentemente espresso nel testo “Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis.”

Quest’affresco si configura, dunque, come uno stimolo per una riflessione più ampia sullo stato dell’educazione e della cultura oggi. L’importanza della storia, spesso ridotta a mere didascalie in un contesto scolastico o mediatico, non può essere sottostimata. Come dice il proverbio, ignorare il passato è condannarsi a ripeterlo.

Al giorno d’oggi, è probabile che un adolescente verrebbe ritratto mentre scorre lo schermo di uno smartphone, mettendo “Mi piace” indiscriminatamente, talvolta su notizie false che non avrà la curiosità di approfondire. Questa immagine è in netto contrasto con l’ideale rinascimentale che esalta la lettura di Cicerone come veicolo di saggezza per le generazioni future.

Rimuovere la storia e la memoria dal tessuto sociale non solo impoverisce la cultura, ma innesca anche una perdita di rispetto per la natura. In questo senso, artisti, filosofi e scienziati hanno cercato di mostrare una simbiosi tra umanità, natura e cultura.

In conclusione, l’adagio che “l’arte salverà il mondo” potrebbe avere un fondamento, a patto che l’arte contemporanea non rinneghi i suoi antecedenti storici.

Marco Mattiuzzi
INVY ART GALLERY

By Marco Mattiuzzi

Artista poliedrico, ex docente e divulgatore, ha dedicato anni all'arte e alla comunicazione. Ha insegnato chitarra classica, esposto foto e scritto su riviste. Nel settore librario, ha promosso fotografia e arte tramite la HF Distribuzione, azienda specializzata nella vendita per corrispondenza. Attualmente è titolare della CYBERSPAZIO WEB & STREAMING HOSTING. Nel 2018 ha creato il gruppo Facebook "Pillole d'Arte" con oltre 65.000 iscritti e gestisce CYBERSPAZIO WEB RADIO dedicata alla musica classica. Collabora con diverse organizzazioni culturali a Vercelli, tra cui Amici dei Musei e Artes Liberales.
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2 Comments

  • Ho insegnato Storia dell’Arte per 35 anni. Ho sempre fatto approfondito storicismo prima di affrontare un argomento analizzando il periodo storico, sociale, religioso nel quale l’artista o la corrente avevano preso vita. Per me era folle parlare di qualsiasi forma d’arte senza contestualizzarla.
    Il suo splendido articolo mi ha esaltata, ho ritrovato me stessa e la religiosità di quel metodo di insegnamento, che è sempre stato il mio, che è l’unico logico e razionale.
    Ogni artista e qualsiasi opera, non sono anche, oltre alla genialità, prodotto del tempo in cui hanno preso vita?
    A volte penso al divino Lionardo,come veniva chiamato allora, cosa creerebbe adesso con la sua geniale ansia sperimentale e inventiva?
    Sono elettrizzata per quanto ho letto, riletto e condiviso.
    Non ho parole per ringraziarla.

    • Grazie per le sue belle parole, e sopratutto per la sua passione verso l’arte, la storia… insomma, per tutta la cultura che non è altro che la somma di cioò che hanno fatto e pensato chi ci ha preceduto.

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