Il Legno che Canta – Un Viaggio nella Liuteria Storica

Echi del Passato: La Sinfonia degli Strumenti d'Epoca in Omaggio a Angelo Gilardino

Nel cuore storico di Vercelli, all’interno della Chiesa di San Marco, si svolge fino all’8 gennaio 2024 un evento espositivo di rara bellezza: “Il Legno che Canta“. La Chiesa di San Marco, con la sua struttura interna denominata ARCA che l’ha trasformata in cattedrale delle arti, accoglie questa mostra unica che intreccia le corde della pittura ottocentesca con quelle delle chitarre d’epoca. Parte delle celebrazioni dedicate al Maestro Angelo Gilardino, illustre compositore e chitarrista scomparso il 14 gennaio 2022, l’esposizione diviene un dialogo tra immagini e melodie, memoria e suono.

La mostra presenta una selezione di strumenti appartenenti alla preziosa collezione del liutaio modenese Lorenzo Frignani, tra cui spicca una chitarra costruita da Gaetano Guadagnini nel 1847. Questo strumento, testimone dell’eccellenza artigianale della liuteria piemontese e della storica dinastia Guadagnini, racconta storie di abilità manuale e di passione trasmesse di padre in figlio per oltre due secoli.

Gaetano Guadagnini, nato a Torino nel 1796 e ivi operante fino alla sua morte nel 1852, è stato uno dei protagonisti della liuteria italiana. Le sue chitarre, così come i suoi violini, sono celebri per la scelta accurata dei legni, per l’abilità nell’intaglio e per l’ottima sonorità. Il suo lavoro si inserisce in un solco familiare che ha visto il padre Giovan Battista, riconosciuto come uno dei migliori liutai dell’epoca, e altri membri della famiglia, portare alta la bandiera dell’artigianato italiano nel mondo.

La chitarra di Gaetano presente nella mostra non è soltanto uno strumento musicale, ma un’opera d’arte, un pezzo di storia che incarna la dedizione di una vita alla ricerca della perfezione acustica. La sua “chitarra terzina”, con la tavola armonica in abete e la tastiera in ebano, è un esempio eccelso di tale ricerca, un tributo alla maestria e all’innovazione costante che hanno caratterizzato la dinastia Guadagnini.

Chitarra terzina di Gaetano Guadagnini (1847)
Chitarra terzina di Gaetano Guadagnini (1847)

Ogni strumento musicale d’epoca custodito all’interno della mostra “Il Legno che Canta” è un manufatto che trascende la sua fisicità per diventare un ponte verso il passato. Quando si osservano questi strumenti, si percepisce immediatamente un senso di bellezza atemporale: il legno lavorato ad arte, le curve morbide della cassa armonica, i tasti consumati dall’uso, ogni dettaglio narra la storia di mani che hanno saputo trasformare la materia in melodia.

L’estetica di questi strumenti è una testimonianza visiva dell’epoca in cui sono stati creati, rivelando gli stili e le preferenze culturali del tempo. Ma la loro bellezza non è solo da ammirare, è anche da ascoltare. Quando un musicista abbraccia una chitarra del passato e le corde vibrano sotto le sue dita, si compie un atto magico: la voce del liutaio, silenziosa per anni, secoli talvolta, si risveglia e riempie la sala di presenze invisibili.

Gli strumenti d’epoca, quando suonati, riacquistano vita, facendo rivivere non solo i loro creatori ma anche gli echi delle epoche che hanno attraversato. Ogni esecuzione è una specie di resurrezione acustica che permette al liutaio di comunicare con il presente attraverso il tempo. In questo senso, la mostra non è solo un’esibizione di oggetti ma diventa un vero e proprio concerto storicamente fedele, dove la musica svolge la funzione di macchina del tempo emotiva.

Utilizzare uno strumento d’epoca è un’esperienza ricca di responsabilità e di emozione: si diventa custodi di un’eredità, si ha il privilegio di toccare con mano e con anima la stessa essenza che ha ispirato il suo creatore. Si stabilisce così un dialogo non solo con l’arte del passato ma anche con il suo spirito, in una continuità che rende immortale l’atto creativo del liutaio.

"Il Legno che Canta"
"Il Legno che Canta"

Nella mostra “Il Legno che Canta”, quindi, ogni strumento, come la chitarra terzina di Gaetano Guadagnini, diventa un emblema di questa trascendenza. L’esposizione si fa quindi palcoscenico dove gli strumenti narrano la loro storia, e la loro musica diventa un omaggio vivente agli artigiani che hanno saputo ascoltare e dare forma ai sussurri del legno.

“Il Legno che Canta” è così un’occasione per avvicinarsi all’anima della musica attraverso gli strumenti che la rendono possibile, per onorare la memoria di un grande Maestro quale è stato Angelo Gilardino e per riscoprire l’arte di liutai che, come Gaetano Guadagnini, hanno saputo dare voce al silenzio del legno. In questa mostra, la chitarra non è solo esibita ma raccontata, e la sua storia si fonde con quella del suo creatore, rievocando un’epoca in cui l’arte della liuteria era al suo apice, un’epoca che ancora oggi continua a vibrare nelle corde di ogni chitarra che ha attraversato il tempo.

Marco Mattiuzzi

By Marco Mattiuzzi

Artista poliedrico, ex docente e divulgatore, ha dedicato anni all'arte e alla comunicazione. Ha insegnato chitarra classica, esposto foto e scritto su riviste. Nel settore librario, ha promosso fotografia e arte tramite la HF Distribuzione, azienda specializzata nella vendita per corrispondenza. Attualmente è titolare della CYBERSPAZIO WEB & STREAMING HOSTING. Nel 2018 ha creato il gruppo Facebook "Pillole d'Arte" con oltre 65.000 iscritti e gestisce CYBERSPAZIO WEB RADIO dedicata alla musica classica. Collabora con diverse organizzazioni culturali a Vercelli, tra cui Amici dei Musei e Artes Liberales.
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