Ugo Celada da Virgilio: il classico moderno dimenticato

Nato nel 1895 e vissuto fino al 1995, Ugo Celada da Virgilio rimane un’icona enigmatica nell’annali dell’arte del Novecento. Con una carriera che ha attraversato un secolo intero, quest’uomo ha oscillato fra la classicità e la modernità in un tentativo arduo di fusione. Eppure, in maniera quasi ironica, spesso il suo nome viene trascurato nelle cronache artistiche predominanti del periodo.

Biografia

Nascendo nel 1895 nella località di Cerese, oggi noto come Borgo Virgilio, nel cuore della provincia mantovana, Ugo Celada optò per aggiungere al suo nome d’arte il nome del suo luogo di nascita, seguendo l’esempio dei grandi maestri del passato. Tale decisione era ben più di un semplice tributo alla terra che lo aveva visto crescere: era una manifestazione del suo credo artistico e un punto di riferimento nel fervente dibattito artistico degli anni Venti, un’epoca contraddistinta dallo scontro tra le Avanguardie e il movimento del Ritorno all’Ordine.

Ugo Celada da Virgilio - Nudo di schiena

Carriera artistica

Il talento di Celada fu riconosciuto già dai suoi contemporanei. L’artista francese Émile Bernard, ad esempio, lo definì il miglior artista italiano dei suoi tempi, facendo riferimento al suo “Nudo disteso” del 1926, considerato il “Capolavoro Perduto” che rappresentava l’apice del suo successo iniziale. Tuttavia, nonostante questo riconoscimento, la carriera di Celada prese una piega diversa nel 1931, quando espresse una critica aspra al Movimento del Novecento di Margherita Sarfatti. Accusando il movimento di essere un’entità politico-commerciale oppressiva che aveva codificato un’Arte di Stato, Celada iniziò un percorso verso l’isolamento che lo portò ad essere dimenticato.

Ugo Celada da Virgilio - Nudo su velluto rosso con tenda verde

Riscoperta e riconoscimento postumo

Fu solo nel 1985, grazie allo sforzo dell’ storico dell’arte Flavio Caroli, che la figura di Celada fu riscoperta. Caroli gli dedicò un saggio illuminante, sebbene l’artista continuasse ad essere escluso dalle successive antologie e mostre dedicate all’arte del primo Novecento. L’esposizione “Ugo Celada da Virgilio. Enigma antico e moderno“, a cura di Cristian Valenti presso il Labirinto della Masone (Fondazione F.M.Ricci) del 2023, ha cercato di ricollocare l’artista nel contesto culturale del suo tempo, proponendo dialoghi inediti con opere di artisti contemporanei e di antichi maestri.

Ugo Celada da Virgilio - Mia moglie

L'arte di Celada

Il lavoro di Celada spazia dai ritratti, ai nudi, alle nature morte. La sua opera mostra una profonda sensibilità per la forma e un’attenzione ai dettagli, spesso attingendo a riferimenti classici. Il suo approccio alla rappresentazione delle cose era “più vero del vero”, cercando una sublimazione formale piuttosto che una realtà fotografica. Nonostante ciò, il suo lavoro non manca di mostrare una profonda sensibilità e un impegno nella ricerca di una propria via artistica, come sottolineato dal curatore della mostra, Cristian Valenti.

Ugo Celada da Virgilio - La ballerina

Eredità

Nonostante la sua esclusione dalle narrazioni storiografiche dominanti, l’opera di Celada rappresenta un importante tassello per comprendere la ricchezza del contesto artistico del Novecento. Il suo tentativo di conciliare classicità e modernità, il suo rifiuto delle semplificazioni storiografiche e la sua ricerca di una propria via artistica rappresentano un prezioso esempio di resistenza artistica in un secolo segnato da profondi cambiamenti.

In questo contesto, l’opera di Celada rappresenta un contributo importante e un esempio di resistenza artistica, che merita di essere riscoperto e riconsiderato nelle narrazioni sull’arte del Novecento.

Ugo Celada da Virgilio - Paesaggio montano (Macugnaga)

La sua produzione artistica

Le creazioni di Ugo Celada da Virgilio abbracciano una gamma sorprendentemente ampia di generi artistici, dalla ritrattistica al nudo fino alla natura morta. Anche se le sue radici estetiche affondano nella classicità, il suo linguaggio visuale rivela una singolare freschezza e una dedizione ininterrotta nell’esplorare un personale percorso espressivo.

Ritratti

Iritratti di Celada sono spesso caratterizzati da una rappresentazione dettagliata e quasi iperrealistica dei soggetti, con un’attenzione particolare per gli occhiali e i dettagli degli abiti. Questo approccio può essere paragonato a quello di Cagnaccio di San Pietro, un pittore con cui Celada condivideva una certa sensibilità e che sicuramente conosceva e apprezzava. Tuttavia, mentre Cagnaccio tendeva ad un realismo più crudo e talvolta disturbante, Celada optava per una rappresentazione più idealizzata e classicheggiante.

Ugo Celada da Virgilio - Ritratto di uomo (Angelo Motta)

Nudi

I nudi di Celada, come il famoso “Nudo disteso” del 1926, sono spesso accostati a quelli di artisti come Archimede Bresciani da Gazoldo e Virgilio Guidi. Questi artisti, come Celada, erano attivi negli anni ’20 e ’30 e mostravano un interesse per la rappresentazione realistica della figura umana. Tuttavia, mentre Bresciani e Guidi tendevano a una rappresentazione più naturalistica e talvolta espressionista, Celada optava per una rappresentazione più idealizzata e neoclassica, con un’attenzione particolare per la resa realistica della pelle e dei panneggi.

Ugo Celada da Virgilio - Nudo di scorcio

Nature morte

Le composizioni di nature morte di Celada, unitamente ai suoi paesaggi dipinti all’aria aperta, esibiscono una meticolosa cura per i dettagli e un’inclinazione verso un ideale reso tangibile attraverso gli oggetti rappresentati. Tale maniera di affrontare l’arte fa eco alla visione di Giorgio Morandi, un altro pittore con cui Celada condivideva una fascinazione per l’interpretazione visiva delle cose e la ricerca di una quintessenza stilistica. Eppure, a differenza di Morandi, che perseguiva la purezza formale attraverso un processo di riduzione e astrazione, Celada preferiva esplorare un realismo minuzioso, che pur rimanendo ancorato a una sublimazione del formato.

Ugo Celada da Virgilio - Composizione con chitarra

Influenze e omaggi

L’opera di Celada mostra anche chiare influenze e omaggi ad artisti del passato e del suo tempo. Ad esempio, in un autoritratto degli anni ’30, l’artista si rappresenta di tre quarti, con un pennello in mano e un manichino sul tavolo, in un palese omaggio a Giorgio De Chirico, che Celada considerava l’unico contemporaneo capace di padroneggiare gli strumenti dell’arte.

De Chirico (Autoritratto) - Celada (Manichini) - Celada (Autoritratto)

L’ensemble artistico di Ugo Celada da Virgilio emerge come un significativo baluardo di coerenza artistica in un’epoca attraversata da mutamenti radicali e disordini. Il suo sforzo di amalgamare gli elementi della classicità con le correnti moderne, unito al suo incessante desiderio di scoprire una direzione esclusivamente personale nell’arte, e la sua dedizione nel sondare una varietà di generi e metodologie, lo rendono un creativo tanto eclettico quanto pionieristico. Un artista che reclama con urgenza una rinnovata attenzione e una rivalutazione nel contesto dell’arte del Ventesimo secolo.

Ugo Celada da Virgilio - Nudo di bimba

L'Ostracismo Culturale di Ugo Celada da Virgilio

La marginazione di Ugo Celada da Virgilio dal panorama culturale italiano è comprensibile come una diretta conseguenza del suo rifiuto del “Novecento Italiano,” un movimento incentivato da Margherita Sarfatti.

Nato negli albori degli anni ’20, l’obiettivo del Novecento Italiano era plasmare un’inedita espressione artistica nazionale, in deciso conflitto con le avanguardie globali e saldamente ancorata alla dottrina fascista. Margherita Sarfatti, personalità versatile che coniugava le funzioni di cronista, esperta d’arte e intima di Mussolini, si contava tra gli architetti più influenti di questa tendenza, anche per via del suo considerevole ascendente all’interno del potere fascista.

Nel 1931, Celada espresse senza mezzi termini la sua ferma critica al Novecento Italiano, tacciandolo di essere una “entità politico-affaristica dominante” e rimproverandolo per aver istituzionalizzato un’arte legata allo Stato. Questa presa di posizione era in netto contrasto con l’approccio di molti artisti del tempo, che cercavano di conformarsi agli ideali del regime o, almeno, di non opporvisi apertamente.

Ugo Celada da Virgilio - Cavatore

La critica di Celada al Novecento e, implicitamente, al regime fascista, lo mise in una posizione difficile. In un periodo in cui l’arte e la cultura erano strettamente controllate dallo stato, e in cui molti artisti cercavano di adattarsi per sopravvivere, l’opposizione di Celada gli costò caro. Da quel momento in avanti, la sua carriera fu segnata da un crescente isolamento che lo portò ad essere dimenticato.

Questo isolamento non fu solo professionale, ma anche artistico. Mentre molti artisti del periodo erano influenzati dalle tendenze dominanti del momento, o cercavano di conformarsi agli ideali promossi dal regime, Celada perseguì un percorso più personale e indipendente, cercando di conciliare la tradizione classica con la modernità.

Ugo Celada da Virgilio - Composizione con mandolino e violino

Considerazioni Finali

L’opera di Ugo Celada da Virgilio rappresenta un tassello importante per comprendere la ricchezza del contesto artistico del Novecento italiano, oltre la semplificazione delle ricostruzioni storiografiche basate sui “momenti di rottura”. La sua ricerca artistica, caratterizzata dalla continuità e dalla resistenza, merita di essere riscoperta e valorizzata come parte integrante del patrimonio artistico italiano.

Marco Mattiuzzi

Ugo Celada da Virgilio - Natura morta con panettone
Ugo Celada da Virgilio - Ragazza che suona
By Marco Mattiuzzi

Artista poliedrico, ex docente e divulgatore, ha dedicato anni all'arte e alla comunicazione. Ha insegnato chitarra classica, esposto foto e scritto su riviste. Nel settore librario, ha promosso fotografia e arte tramite la HF Distribuzione, azienda specializzata nella vendita per corrispondenza. Attualmente è titolare della CYBERSPAZIO WEB & STREAMING HOSTING. Nel 2018 ha creato il gruppo Facebook "Pillole d'Arte" con oltre 65.000 iscritti e gestisce CYBERSPAZIO WEB RADIO dedicata alla musica classica. Collabora con diverse organizzazioni culturali a Vercelli, tra cui Amici dei Musei e Artes Liberales.
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